×

In quanto Naturopata e Operatrice del Ben-essere, il mio ruolo è quello di essere un’“intermediaria consapevole” tra la Persona, il momento di eventuale fragilità vitale che sta attraversando e il professionista medico-sanitario.

Accompagno la Persona in un percorso di orientamento, presenza e partecipazione attiva alla propria vita; non mi sostituisco ai percorsi terapeutici, e ancor meno a quelli clinici.

Amo scrivere e credo nel grande potere “terapeutico” della narrazione e nel valore simbolico delle parole.

Oggi vorrei condividere con voi la parola “SCELTA”. Nel linguaggio comune, questo termine viene spesso percepito come qualcosa di pesante, definitivo o persino schiacciante.

Per molte persone, soprattutto nei momenti di fragilità fisica, emotiva o esistenziale, scegliere può evocare l’idea di obbligo, di costrizione, di assenza di vie d’uscita.

Eppure, la scelta non è un’imposizione: è una possibilità.

È la soglia attraverso cui ciascuno può riscoprire il proprio potere personale.


1. CHE COSA SIGNIFICA DAVVERO “SCEGLIERE”?

Scegliere non è semplicemente prendere una decisione.

Scegliere è un processo di consapevolezza attraverso il quale la Persona si riappropria della propria vita, dei propri pensieri e della direzione che desidera intraprendere.

È un gesto interiore, spesso silenzioso, che afferma:

“Io ci sono. Io posso.”

La scelta coinvolge diverse dimensioni.

POTERE PERSONALE E RESPONSABILITÀ

La scelta è un atto di potere personale: un potere gentile, non autoritario, che permette di rimanere nel momento presente e di abitare la propria esperienza, anziché subirla.

Ogni scelta – grande o piccola – rappresenta un passo verso l’autonomia.

È il riconoscimento che, in ultima istanza, a decidere è sempre la Persona stessa.

CONSAPEVOLEZZA

Consapevolezza significa riconoscere i propri automatismi, i pensieri ricorrenti e i comportamenti messi in atto senza intenzione.

Questa è la prima soglia: vedere con sincerità ciò che ci limita.

Ma la vera consapevolezza non si esaurisce qui.

La consapevolezza autentica non è solo rendersi conto di ciò che non funziona: è la capacità di andare oltre, trasformando l’osservazione in presenza, lucidità e libertà.

È il passaggio dall’automatismo alla scelta, dal “sottostare” al “partecipare”.

Quando la consapevolezza si amplia, non vediamo più solo gli aspetti critici, ma riconosciamo anche le nostre risorse, i nostri valori e la direzione che sentiamo vera per noi.

Ciò che inizialmente appare come un limite può così diventare un punto di svolta.

Quando manca la consapevolezza, le scelte sembrano costrizioni; quando diventa matura, le scelte si trasformano in possibilità.

VALUTAZIONE E GESTIONE EMOTIVA

Scegliere significa anche valutare le opzioni, i pro e i contro, riconoscendo l’influenza delle emozioni – paura, rabbia, senso di inadeguatezza – e imparando a gestirle invece di esserne travolti.

DEFINIZIONE DI UN PIANO D’AZIONE

Una scelta autentica prende forma nella vita quotidiana.

Genera un movimento, fatto di passi chiari, realistici e verificabili.

COERENZA CON I PROPRI VALORI

La scelta diventa sostenibile solo quando è allineata ai propri valori profondi.

Agire contro ciò che si è crea conflitto; agire in coerenza genera radicamento, solidità e dignità interiore.


2. “NON POSSO SCEGLIERE”: QUANDO LA SCELTA SEMBRA UN OBBLIGO

Molte persone vivono la scelta come una trappola.

“Non posso scegliere. Sono costretto. Non ho alternative.”

Questa percezione nasce spesso da un equivoco: si guarda solo il risultato finale, dimenticando che la scelta è un processo, non un’imposizione.

Il filosofo Sartre ci ricorda che non scegliere è già una scelta.

Rimanere fermi, delegare, rimandare: sono atti decisionali, solo più inconsci.

La psicologia e la neuroscienza mostrano che la “scelta giusta assoluta” non esiste: ciò che trasforma la vita non è la perfezione, ma la capacità di scegliere e agire, anche in modo imperfetto.


3. ANCHE NELLE SITUAZIONI PIÙ DIFFICILI, LA SCELTA ESISTE

Ci sono momenti in cui le alternative sembrano pochissime o inesistenti.

Eppure, anche allora, resta sempre uno spazio – piccolo o grande – in cui la Persona può esercitare una forma di scelta:

• scegliere come stare dentro una situazione;

• scegliere il significato da attribuirle;

• scegliere quale parte di sé portare nel momento presente;

• scegliere a cosa dire sì e a cosa dire no, anche interiormente;

• scegliere come prendersi cura di sé mentre attraversa qualcosa che non ha scelto.

Anche quando la realtà non può essere cambiata, può cambiare il modo di abitarla.


4. LA SCELTA COME CAMMINO

Scegliere non significa arrivare: significa mettersi in cammino.

È uscire dall’immobilismo, sciogliere nodi del passato, dare inizio a un movimento nuovo, anche minuscolo ma autentico.

La scelta è una forma di dignità:

un passaggio dalla paura alla presenza, dalla passività alla partecipazione.


5. CONCLUSIONE

“Non si può scegliere di non scegliere.”

Ogni momento della vita è già una scelta: quella di esserci o di tirarsi indietro.

La libertà non sta nelle circostanze, ma nel modo in cui ciascuno decide di incontrarle.

Quando si comprende che la scelta non è un giudizio, ma un terreno su cui camminare con delicatezza, il potere personale torna a essere risorsa, radice, possibilità.

È in questo spazio che la Persona ritrova sé stessa: non nel controllo di tutto, ma nella capacità di scegliere come attraversare ciò che la vita porta.

— Stefania Campanelli —

Autore

info@gruppotherapeia.it

Articoli correlati

Saggio divulgativo: parliamo di Reiki

Il Reiki: un ponte tra umanizzazione delle cure e medicina La mia esperienza, la ricerca scientifica e il dialogo a cura di...

La malattia non è una colpa. Il senso di colpa non cura.

Nella mia attività di naturopata e nella relazione d’aiuto incontro ogni giorno persone che stanno attraversando momenti di grande fragilità. Negli ultimi...

Oggi vi parlo di Me…

“…camminare a piedi nudi e lasciare che le proprie impronte segnino i confini dei passi silenziosi, percepire il proprio peso, sentire la...

Oltre Me

Non si possono vincere tutte le “battaglie spirituali” che si presentano lungo il nostro cammino.  A volte inciampiamo proprio dove avremmo dovuto...

Amarsi… perché?

Quante volte guardando il riflesso di ciò che pensiamo di essere ci chiediamo cosa significhi veramente Amarsi? In qualsiasi “momento” o percorso...

Il Reiki oltre la filosofia, con uno sguardo verso la scienza

Il Reiki è energia vitale universale che nel linguaggio simbolico delle parole si può tradurre in: amore, verità, fiducia, flusso energetico, equilibrio, rilassamento, armonia, autoconoscenza, distensione, esperienza di Sé, forza psichica...